Il livello di qualità nelle produzioni alimentari è diventato eccellente. È il risultato di accurati controlli nelle norme di produzione, e anche della maggiore diligenza dei consumatori, attenti alla propria salute e alla qualità di ciò che mangiano.
Questo livello di attenzione nell’acquisto degli alimenti deve essere sempre costante, anche perché le insidie non mancano. Spesso si nascondono dietro terminologie criptiche.
Un caso esemplare è quello dei grassi idrogenati: si tratta di grassi prodotti industrialmente a partire da grassi vegetali, i quali vengono sottoposti a un processo chimico appunto di idrogenazione. Lo scopo di questa trasformazione chimica è quello di avere un grasso dotato di caratteristiche molto vantaggiose per la produzione industriale. I grassi idrogenati sono infatti solidi anche a temperatura ambiente, sono stabili anche alle alte temperature, si conservano a lungo. Conferiscono agli alimenti consistenza e sapore. E, soprattutto, il loro costo di produzione è molto basso.
I grassi idrogenati sono di fatto delle sostanze artificiali. Un loro consumo abituale può risultare nocivo nei confronti del profilo lipidico aumentando il rischio cardiovascolare, dell’efficienza mentale e del rischio di sviluppare la demenza di Alzheimer.
Pur non essendo obbligatorio per legge, alcuni produttori specificano che non vengono utilizzati nei loro prodotti grassi idrogenati: una utile indicazione per le nostre scelte alimentari.