Anche con le migliori intenzioni, il lavoro sconvolge facilmente le abitudini alimentari.
Innanzitutto il fattore tempo: arrivare in ufficio la mattina impone rincorse quotidiane contro le esigenze domestiche, familiari e di altre incombenze. Nella maggior parte dei casi si tratta di eventi ben prevedibili e abituali (figli da accompagnare, traffico, parcheggio ci sono tutti i giorni). Per questo si cerca di intervenire sulle parti sacrificabili più facilmente, a cominciare dalla colazione, ritenuta “non indispensabile”.
Molti lavoratori sono impegnati con turni, che impongono un continuo adattamento di periodi di veglia e di sonno, oltre che dei pasti, che vengono facilmente sacrificati o semplificati. È buona regola evitare di rimanere più di cinque ore senza mangiare nulla.
Quante volte, inoltre, trasferte, riunioni, appuntamenti costringono a saltare i pasti o a consumarli velocemente mente si sta facendo altro.
Senza considerare l’influenza emotiva suscitata dagli stress lavorativi sul senso di appetito: alcuni rispondono in modo esagerato, con una reazione di bulimia, altri all’opposto con una rinuncia alimentare, altri ancora con la scelta preferenziale soltanto di alcuni alimenti (il più delle volte impropri: snack, dolciumi, salatini, focacce).
In tutti i casi il risultato potrebbe portare al cosiddetto gap nutrizionale: anche dopo assunzioni varie e sovrabbondanti di cibo, la quantità di nutrienti importanti è deficitaria. In altre parole, l’alimentazione è abbondante ma priva di alcune componenti cruciali per la salute dell’organismo.
Per arginare tutti questi disagi possono bastare alcuni piccoli accorgimenti:
- anticipare anche di poco (bastano dieci-quindi minuti) l’orario in cui si va a dormire e la sveglia mattutina, per consentire un’adeguata colazione e una successione meno concitata delle incombenze del mattino;
- preparare la sera prima tutto ciò che è possibile: la borsa da lavoro, gli abiti da indossare, soprattutto i cibi da mangiare a colazione, predisponendo tazze e posate, miele, cereali, frutta, ecc.
- portare con sé in borsa un frutto, delle carote, una bottiglietta d’acqua: il senso di fame e di sete non va mai ignorato ma assecondato saggiamente;
- cercare di programmare appuntamenti e impegni in modo compatibile con le esigenze dei pasti;
- considerare col proprio medico di fiducia o col farmacista il possibile utilizzo di integratori completi, bilanciati e sostenuti da evidenze scientifiche.