Circa un anno fa un gruppo di ricercatori italiani si è trovato di fronte a un fenomeno inatteso: quasi nove pazienti su dieci tra quelli che accedono agli ambulatori di reumatologia della Asl Milano 1 presentavano livelli inadeguati di vitamina D. E nella maggior parte dei casi si trattava di un deficit importante di vitamina D (livelli nel sangue al di sotto dei 20 nanogrammi/ml)1.
La vitamina D favorisce l’assorbimento intestinale di calcio ed è quindi cruciale per la salute delle ossa e la prevenzione e cura dell’osteoporosi. Ma ha anche un ruolo di grande rilievo come immunomodulatore; come tale può risultare importante nell’artrite reumatoide, nel lupus, nella spondiloartrite, fibromialgia, vasculiti.
Inoltre, evidenze sul ruolo della vitamina D riguardano anche la salute del cuore, in particolare della funzione ventricolare sinistra2 e sulla prevenzione della calcificazione delle arterie3.
Questa diffusa carenza di vitamina D è risultata in una popolazione in buone condizioni di benessere sociale e alimentare. Il problema quindi è attribuibile non soltanto a una carenza nutrizionale, ma soprattutto a una ridotta esposizione alla luce solare. Va ricordato infatti che per i 4/5 la vitamina D dell’organismo è di sintesi endogena dopo esposizione solare. Si aggiunge un altro comune problema: l’introito alimentare è avbitualmente ridotto o del tutto insufficiente, anche perché i cibi ricchi di vitamina D non sono sempre palatabili: olio di pesce, alcuni pesci grassi, fegato, tuorlo d’uovo.
Oggi buona parte della popolazione, soprattutto nelle stagioni fredde, trascorre la maggior parte del tempo in ambienti chiusi (uffici, scuole, case). Anche bambini e adolescenti trascorrono sempre minor tempo all’aperto, soprattutto nelle aree cittadine.
L’adeguato apporto di vitamina D costituisce quindi una delle tipiche condizioni in cui l’integrazione con opportuni preparati è spesso indispensabile.
1Scarpellini M et al. Comunicazione congressuale. Magenta Osteoarea 2015
2Kestenbaum B, Katz R, de Boer I et al (2011) Vitamin D, parathyroid hormone, and cardiovascular events among older adults. J Am Coll Cardiol 58:1433–1441
3Watson KE, Abrolat ML, Malone LL et al (1997) Active serum vitamin D levels are inversely correlated with coronary calcification. Circulation 96:1755–1760