Primavera ed estate sono le stagioni più ampiamente dedicate ai viaggi, sempre più spesso verso destinazioni lontane. Il viaggio e l’esperienza di un mondo diverso si associano frequentemente anche a nuove esperienze alimentari, anche se la cucina etnica è molto diffusa nel nostro paese, soprattutto nelle maggiori città.
Anzi, la cucina straniera ha arricchito la già gloriosa cucina mediterranea con alimenti quasi sconosciuti fino a poco tempo fa. Sushi, cous cous, bourgul, gazpacho, guacamole, hummus, tzatziki, spaghetti di soia sono tutti cibi dotati di qualità alimentari pregevoli. Amaranto, grano saraceno, quinoa, sago, manioca appartengono alla ambita categoria dei “nuovi cereali” molto apprezzati dai celiaci e non solo. E si assiste inoltre a un utilizzo molto più diffuso e interessante delle spezie più tipicamente orientali: curcuma, cumino, paprika, zenzero, curry non sono più stranezze esotiche.
Ogni cultura gastronomica locale possiede alimenti dotati di specifico valore in termini nutrizionali oltre che di caratteristiche di gusto. La conoscenza e la curiosità verso questi sapori appartiene all’interesse generale verso la cultura degli altri popoli.
Molte volte, peraltro, il viaggiatore teme il cibo locale per il rischio di contaminazioni alimentari. Il problema esiste e vale soprattutto per la contaminazione ambientale, soprattutto delle acque: non è il cibo esotico in sé a essere pericoloso per la salute, ma appunto l’infestazione da parte di batteri e parassiti che possono albergare anche su un comunissimo pomodoro o su una lattuga.
A parte il caso di paesi dove esistono ancora malattie infettive endemiche, per le quali sono raccomandabili (o obbligatorie) specifiche vaccinazioni, il rischio di contaminazione alimentare è facilmente controllabile con semplici regole di igiene, del resto le stesse da mettere in atto ovunque, come lavare accuratamente le mani in particolare prima di mangiare o di preparare gli alimenti.
Ecco poi le principali precauzioni del viaggiatore:
- bere acqua confezionata (ancora meglio minerale)
- evitare l’uso del ghiaccio se non sicuramente prodotto con acqua purificata
- sciacquare i denti con acqua purificata
- bollire il latte
- mangiare cibi adeguatamente cotti e subito dopo la cottura
- pelare i frutti
- evitare le carni crude (inclusi pesci e molluschi) nei luoghi dove non esista una solida tradizione di igiene alimentare
Al di là delle precauzioni igieniche prima descritte, le principali raccomandazioni nutrizionali quando si viaggia sono:
- sperimentare con curiosità i cibi locali
- bere sempre molto e mangiare cibi idratati nei climi caldi, anche se non si ha sete (il caldo, la stanchezza, l’eccitamento del viaggio possono attenuare il senso fisiologico della sete)
- evitare i superalcolici nei climi caldi
- evitare grassi animali e carboidrati semplici (dolciumi)
- rispettare le regole generali in fatto di numero e quantità dei pasti
- ricordarsi di mettere in valigia integratori a base di probiotici, di vitamine e sali minerali per ristabilire l’equilibrio della flora intestinale e correggere eventuali carenze nutrizionali