Rispetto all’ambiente, ciò che mangiamo ha un ruolo cruciale: il cibo entra nel nostro organismo all’interno del quale ogni singolo componente agisce minuziosamente con una infinita varietà di effetti chimici e biologici. Tutti questi effetti si traducono in conseguenze funzionali molto variabili, dalla produzione di energia alla sviluppo di cellule alterate.
Oggi l’impegno dell’uomo, oltre che sulla ricerca dei rimedi farmacologici, deve fondarsi prioritariamente sulla correzione delle abitudini alimentari: è questo l’ambito di prevenzione con le maggiori possibilità di intervento sul benessere e sulla longevità.
Cibo e tumori – Secondo dati dell’Organizzazione mondiale della sanità il 30% dei tumori deriverebbe da una causa alimentare: soltanto il fumo ha una responsabilità maggiore. Le carni conservate, i cibi conservati sotto sale, l’eccesso di alcolici, i cibi abbrustoliti sono potenzialmente pericolosi. Un gruppo di sostanze, le aflatossine, prodotte da alcune specie di muffe, hanno un riconosciuto potere carcinogeno: corrette procedute di produzione industriale e di purificazione degli alimenti ne garantiscono l’eliminazione in tutti i casi. Ma l’allentamento dei sistemi di controllo può facilitare la permanenza di tossine pericolose: non tutto, quindi, dipende dalla nostra solerzia individuale ma viene demandato alle strutture di controllo e produzione industriale.
D’altra parte è ormai noto che l’uso regolare di frutta e verdura, unitamente all’attività fisica, costituiscono misure concrete di prevenzione dei tumori.
Cuore e arterie – Le malattie cardiovascolari sono al primo posto tra le malattie croniche che affliggono l’umanità. Fumo, sedentarietà e obesità ne condizionano in modo sempre più rilevante la frequenza, sicuramente aggravata dal deterioramento dei consumi alimentari negli ultimi decenni, con abuso di acidi grassi saturi, sale, carboidrati raffinati, scarse quantità di frutta e vegetali, alimenti conservati. Basterebbe poco per proteggere cuore e arterie, cominciando da una dieta ricca di frutta e verdura, possibilmente di stagione e locale, pesce, oltre ovviamente alla sospensione del fumo e a una adeguata attività fisica.
Diabete – Raddoppiato di incidenza negli ultimi trent’anni (oggi si stimano nel mondo 150 milioni di diabetici), il diabete è destinato a raddoppiare i casi entro il 2025. La causa fondamentale, se non unica, di questa tendenza è l’alimentazione, in particolare i cibi ricchi di acidi grassi saturi, come avviene spesso per gli alimenti confezionati, conditi a livello industriale, poveri di minerali e vitamine, unitamente all’abitudine di consumare poca frutta e verdura. Solo con una radicale svolta delle consuetudini nutrizionali è possibile arginare questo fenomeno che non è esagerato definire devastante.
Osteoporosi – Calcio e vitamina D sono elementi indispensabili per prevenire l’osteoporosi e le possibili conseguenze, in particolare le fratture patologiche. Questi due elementi sono presenti in numerosi cibi, ma spesso in misura ridotta o insufficiente. Legumi e ortaggi verdi sono i più ricchi di calcio. Adeguare l’alimentazione non è facile: questo è uno dei casi in cui l’integrazione nutrizionale può fare la differenza.
Qualità della dieta – In linea generale, a parte il rapporto diretto fra alimenti e prevenzione di specifiche malattie, la protezione della salute si attua rispettando l’adeguato apporto qualitativo dei diversi nutrienti, come schematizzato nella seguente tabella messa a punto dall’Organizzazione mondiale della sanità. La tabella rappresenta anche gli obiettivi alimentari considerati ideali in una normale corretta alimentazione.
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Componente nutrizionale
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Percentuale ideale di assunzione giornaliera
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Grassi totali
acidi grassi saturi
acidi grassi polinsaturi
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15-30%
<30%
6-10%
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Carboidrati
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55-75%
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Proteine
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10-15%
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Colesterolo
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<300 mg al giorno
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Sodio
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<5 g al giorno
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Frutta e verdura
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>400 g al giorno
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Fibre
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dal cibo
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Polisaccaridi non amidacei
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dal cibo
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Fonte: Diet, nutrition and the prevention of chronic diseases. Report of a Joint WHO/FAO Expert Consultation, 2013.